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Il nostro programma

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Città di Busto Arsizio

Programma amministrativo della Lista Civica Busto al Centro a sostegno della Candidatura a Sindaco del dott. Gianluca Castiglioni

PREMESSA

Già nel 2016, quando il nostro Movimento si presentò per la prima volta con una Lista Civica, indicammo gli obbiettivi amministrativi ai quali tendavamo e che si riferivano ad una città bisognosa di una scossa e di un rilancio.
Oggi, dopo 5 anni, dobbiamo verificare che poco è cambiato vuoi per carenze amministrative vuoi per il periodo di grave difficoltà economica e sociale generata dalla pandemia ancora incombente Per tale ragione intendiamo, in premessa , riproporre alcuni di quegli obbiettivi considerando che se Covid-19 , come detto, ha creato enormi difficoltà in questo momento ha generato anche delle rilevanti opportunità che devono essere sfruttate dalla città proprio per raggiungere i suddetti obbiettivi.

Vogliamo che Busto sia una Città viva, vivibile, connessa, che lavora e cresce guardando avanti e attraendo investimenti per la sua qualità di spazio a misura di tutti.

Vogliamo una Città accessibile e attrattiva, di straordinaria cultura e bellezza, nella quale sia possibile pensare il futuro in modo concreto e semplice, venire a studiare, trovare un lavoro, fare impresa, cogliere opportunità, crescere i propri figli, produrre cultura e sperimentare creatività e innovazione.

Vogliamo una Città attenta a chi si trova in particolari condizioni di fragilità e che sappia prendersi cura anche di chi è ai margini

Una Città che punti ad uno sviluppo che sia: · intelligente, grazie a una maggiore attenzione alla ricerca, all’innovazione e all’uso delle nuove tecnologie; · sostenibile, dal punto di vista ambientale, della mobilità e dell’impiego delle risorse; · solidale, ossia che non lasci indietro nessuno ma che punti deciso alla creazione di posti di lavoro e nuove opportunità.

Solo costruendo una Città intelligente, sostenibile e inclusiva, possiamo ridare a Busto Arsizio: centralità all’interno del suo territorio, attrattività alle proprie produzioni, opere, specificità ed eccellenze, accessibilità contro le barriere fisiche e immateriali che isolano ed escludono, sicurezza contro paure, crimini e violazioni, entusiasmo per le nuove generazioni a intraprendere, sperimentare e innovare, ricchezza di scambi, buone pratiche, nuove relazioni, risorse ed energie in una prospettiva di rete sovracomunale, regionale ed europea.

Noi vogliamo ridare un futuro alla nostra Città con un modo nuovo di governare che, assicuri reale ascolto e partecipazione dei cittadini, il coraggio dell’innovazione contrapposto alle logiche autoreferenziali della vecchia politica. Per ripartire servono valori di riferimento forti e un metodo di lavoro nuovo che tracci obiettivi chiari e definisca azioni concrete per raggiungerli in tempi definiti.

AAA-LE TRE A DA RECUPERARE

Lo dicevamo allora e lo ripetiamo adesso . Dopo 5 anni siamo ancora qui a suggerire la nostra semplice ricetta che forma la catena necessaria per avvicinare i cittadini all’amministrazione della loro citta:.

Attenzione nell’osservare e percepire tempestivamente le difficoltà e i bisogni emergenti in maniera che il cittadino abbandoni la sensazione di solitudine davanti alle difficoltà che incontra.

Ascolto da dove nasce la corretta comprensione dei problemi, dall’ascolto traspare la stima verso il cittadino, la condivisione dei problemi che affrontati insieme spesso si svuotano di molte delle loro complessità.

AZIONE SOPRATTUTTO NELL’AFFRONTARE I PROBLEMI DELLA QUOTIDIANITÀ FACILMENTE AFFRONTABILI GRAZIE AD UNA MAGGIORE ATTENZIONE E DISPONIBILITÀ DA PARTE DI AMMINISTRATORI ED UFFICI COMUNALI

I NOSTRI VALORI

Questi i valori del nostro Movimento che si ritroveranno riflessi nel nostro programma amministrativo :

-Rispetto della persona,
- valore primario della famiglia,
-difesa delle liberta’ nelle loro diverse espressioni,
-il lavoro come elemento essenziale per la dignita’ dell’individuo,
- L’ISTITUZIONE COMUNALE INTESA COME STRUMENTO AL SERVIZIO DELLA CITTA’ E NON COME STRUMENTO PER L’ESPRESSIONE DI UN POTERE.

IL METODO DI GOVERNO DELLA CITTÀ

Ci pare superfluo indicare i principi di legalità, correttezza e trasparenza che devono caratterizzare senza alcuna flessione l’azione di ogni amministratore, vogliamo indicare quello che per noi sarà un criterio determinante e che nelle recenti amministrazioni è stato costantemente disatteso.
Una amministrazione comunale non è costituita da compartimenti stagni (assessorati) funzionanti con indipendenza sugli argomenti di competenza. Ogni intervento ha una valenza trasversale che se non considerata sminuisce il livello degli interventi stessi. Motivi concorrenziali,politici, elettorali ed altro vanificano più che frequentemente l’applicazione di questo principio. Per esemplificare: un intervento viabilistico non può essere completamente efficace se non coordinato con le esigenze commerciali, scolastiche, sociali(disabilità,sicurezza,etc); lo stesso dicasi per interventi urbanistici o sociali,etc

E’ NOSTRO OBBIETTIVO REALIZZARE UNA APPOSITA DELEGA ASSESSORILE DI “CONCERTAZIONE” CHE VIGILI SUL RISPETTO DI TALE PRINCIPIO PER OGNI DELIBERAZIONE DI GIUNTA O DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE.

PARTECIPAZIONE, TRASPARENZA E MERITO

Il nostro sarà un nuovo modo di governare. Partecipazione, competenza e trasparenza sono i nostri principi ispiratori e saranno trasversali a tutti i temi specifici.

• L’ascolto e l’attenzione saranno pratiche costanti a beneficio dei cittadini e delle associazioni.
La partecipazione popolare sarà l’elemento costitutivo del processo decisionale di una Amministrazione

moderna e lungimirante.

  • Le scelte saranno il risultato di un confronto costante tra gli Organi di governo cittadino e gli istituti di democrazia diretta che intendiamo sostenere e rafforzare.

  • Il Comune diventerà il regista di forze vive.

  • La partecipazione sarà la metodologia di lavoro per elaborare e co-progettare e decidere
    Gli strumenti della partecipazione troveranno posto nello statuto comunale che rivitalizzerà gli organismi di

    Quartiere e le consulte e semplificherà le procedure per la presentazione di istanze, richieste e proposte.

ATTENZIONE PER OGNI PERSONA E PER LA FAMIGLIA

 

Si ritiene necessario attuare un welfare sussidiario che promuova il benessere comunitario e che sostenga le persone e le famiglie in condizioni di difficoltà. Occorre perciò dedicare al settore la massima attenzione e le necessarie risorse umane e finanziarie, mettendo in rete il capitale sociale di cui sono dotati tutti gli attori interessati, come previsto in particolare dalla Legge 328/2000.

In un contesto storico come quello attuale, in cui la crisi economica causata dalla pandemia si è inserita in un momento di faticosa ripresa da anni in corso, bisogna “adeguare ” il concetto di welfare state, da sempre sottoposto a continue pressioni. E’ necessario, infatti contenere la spesa, ma allo stesso tempo a dover soddisfare i bisogni sociali della popolazione che per natura sono in continuo mutamento ma che devono prevedere nuove esigenze legate a quelle che si definiscono “nuove povertà”. Ecco allora che, quando la struttura pubblica da sola non ce la fa, emerge la necessità di pensare ad un secondo welfare, un welfare complementare rispetto a quello pubblico. Non si tratta di “sostituire spesa pubblica con spesa privata, ma di mobilitare risorse aggiuntive per bisogni e aspettative crescenti”. Il secondo welfare si caratterizza per il coinvolgimento di attori privati come aziende e sindacati, del terzo settore come fondazioni e volontariato. Attori, questi, che, presentando un forte ancoraggio territoriale, possono contribuire a soddisfare i bisogni tenendo in maggior conto le specificità del territorio e delle comunità locali e attuando col concetto di sussidiarietà che rappresenta a nostro parere una formula vincente

 

 

LE PERSONE

L’ascolto e l’attenzione sono dovuti a ciascuna persona, indipendentemente dalla sua età o condizione, ma con particolare riguardo per chi è più debole.
E’ uso, nella stesura di un programma, classificare le persone per la loro appartenenza a fasce sociali caratterizzate da differenze di età, condizione sociale o condizione personale; tutto ciò è ragionevole per le evidenti particolari necessità delle fasce stesse anche se considerare questo criterio in maniera troppo stringente crea delle divisioni quasi settoriali che non sono sicuramenti confacenti ad una comunità che vuole essere tale.

 

 

I GIOVANI

- I giovani costituiscono la principale risorsa per il futuro. Per recepire le istanze dei giovani e agevolare la realizzazione delle loro aspettative e l’espressione delle loro potenzialità, sarà opportuno considerarli seriamente una fascia attiva da corresponsabilizzare sia nella definizione delle loro esigenze che nella ricerca delle soluzioni.

Perla realizzazione di tale criterio è una nostra proposta la creazione di un Tavolo anche virtuale che,con la regia dell’Amministrazione, convogli periodicamente le varie voci rappresentative del mondo giovanile (scuola,associazionismo, sport etc) che a livelli consultivo crei una sintonia sulla definizione ed accettazione dei provvedimenti

In particolare comunque risultano necessità già oggi evidenti: 5

  • una maggior disponibilità di spazi sportivi liberi nell’ambito dei diversI parchi quartierali

  • una maggior facilità di utilizzo dei mezzi pubblici con l’adozione di app che segnali la disponibilità delle varie vetture e l’acquisto dei biglietti

GLI ANZIANI

- Gli anziani rappresentano un patrimonio di esperienza e un’importante risorsa sociale, da non disperdere. Per incrementare le iniziative ricreative e culturali sarà poi opportuno valorizzare e mettere in rete tutte le risorse già disponibili, nonché offrire nuove opportunità alle già esistenti aggregazioni degli anziani. I nostri progetti in materia:

  • la disponibilità quartierale di spazi aggregativi e il supporto a quelli già presenti perchè siano disponibili alle diverse sensibilità degli utenti

  • abbracciare il concetto di “istruzione permanente” rilanciando convintamente l’attività dell’Università Popolare in sintonia con il sostegno alla Famiglia Bustocca

     

 

I GRANDI ANZIANI

-I grandi anziani della “quarta età”; una categoria in crescita e che rappresenta grandi problemi per la famiglia. Una categoria per la quale si richiedono specifiche attenzioni in sintonia e sussidio per quello che verrà previsto dalla futura revisione della Legge Regionale

  • forme di assistenza, residenziale o domiciliare, tali da ovviare alla ridotta autosufficienza, mettendo in rete risorse pubbliche, private e di terzo settore.

  • facilitazione per le famiglie nella scelta di una badante, istituendo un albo comunale delle figure qualificate all’assistenza delle persone anziane non totalmente autosufficienti, possibilmente con referenze controllate dal Comune stesso.

 

 

LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI

  • Le persone diversamente abili hanno diritto al pieno rispetto della loro dignità. Occorre garantire la conservazione e il miglioramento di una rete di servizi presenti nella nostra città e di un livello qualitativo che negli anni si è consolidato. Occorre però intervenire con maggior continuità ed impegno su due settori attualmente trascurati:

  • favorire l’utilizzo dei trasporti pubblici oggi impraticabili per chi ha difficoltà motorie

  • affrontare un piano razionale e non sporadico di abbattimento delle barriere architettoniche con l’obbiettivo di adeguamento di tutta la città e con l’indirizzo di fondi non marginale rispetto alle potenzialità di bilancio

Come notazione finale, dopo aver individuato le principali caratteristiche e proposte relative alle differenti e più sensibili fasce di popolazione, riprendiamo un concetto già espresso.

Un welfare che, in una città dalle caratteristiche di Busto, vuol essere efficace deve prevedere anche azioni che riescano a far incontrare quei settori della comunità che pur avendo differenti necessità possono donarsi reciprocamente importanti energie. Parliamo in particolare dei cosidetti “giovani” e “anziani” per l’incontro dei quali è necessario creare luoghi e iniziative di comune frequentazione e convivenza, come succede in molte importanti città anche italiane. Ciò può avvenire a partire da quando i reciproci interessi si incontrano e ciò può più facilmente avvenire nell’ambito delle iniziative dove cultura e tradizione possono annientare le differenze anagrafiche.

LA FAMIGLIA

La famiglia non è solamente un’entità privata, ma assume un valore istituzionale di interesse pubblico, come nucleo primario della coesione sociale e potenziale soluzione per i gravi squilibri demografici visibili anche nella nostra città.

POVERTÀ E MARGINALITÀ

•  Povertà e marginalità , fortemente accentuate dalla pandemia, mettono in difficoltà un numero non trascurabile di famiglie, anche in una città evoluta come la nostra. Le situazioni più gravi colpiscono soprattutto le famiglie numerose e dunque il “fattore famiglia” ancor più del passato considerato nella tariffazione dei servizi comunali.

La recente attuazione da parte dello Stato dell’Assegno Unico non deve restare un fatto isolato ma essere inserito nelle logiche del nostro welfare e accompagnato da azioni sussidiarie soprattutto riguardo le famiglie numerose. Interventi mitigatori su TARI, tariffe, addizionale Irpef.

 

 

LE NUOVE POVERTÀ

Le ”nuove povertà” sono un fenomeno che si può considerare frutto della pandemia e riguarda principalmente quelle famiglie basate sui redditi da lavoro dei suoi componenti che in tale periodo hanno visto scemare , per diverse ragioni, la fonte delle loro entrate. La difficoltà principale è nel fare emergere tali difficoltà trattandosi di persone non abituate ad essere economicamente autosufficienti, dotate di una forte dignità che le porta a considerare vergogna la richiesta di aiuto.

CONCILIAZIONE FAMIGLIA LAVORO

La conciliazione tra famiglia e lavoro è una problematica di forte rilevanza anche nella nostra città. Soprattutto le donne si trovano spesso di fronte a scelte divergenti tra gli impegni lavorativi e quelli familiari. Un impegno importante per la nuova amministrazione comunale sarà dunque quello di contrastare gli svantaggi sociali che interessano le donne, in particolare rafforzando le azioni di sviluppo delle pari opportunità. Tanto più che la promozione e la tutela della maternità non hanno solo un valore privato, ma si riflettono anche sull’intera collettività, mitigando i gravi problemi demografici che preoccupano anche la nostra comunità locale.

Problemi che, in maniera diversa, vanno ad incidere sulla conciliazione del lavoro con la famiglia sono sicuramente quelli ancor poco affrontati ma già significativamente tangibili legati allo Smart Warking che diventerà una metodologia di lavoro usuale andando a creare problematiche alla famiglia,di tempi e di spazi ma creando anche molte opportunità per la città.

La nostra idea e’ che innanzitutto il problema venga indagato e quantificato nella sua complessita’ come uno, se non il più importante , cambiamento della città per quanto riguarda i suoi tempi, le sue necessità abitative, l’incidenza sui servizi, le sue potenziali positività sul commercio, sulle attività legate al tempo libero, sulla partecipazione associativa e culturale.

Il fenomeno crea trasversalmente nuove esigenze ma anche nuove positività coinvolgendo molte problematiche ma in primis quelle relative agli spazi abitativi (recupero dell’edilizia residenziale pubblica, creazione di siti di coworking ed altro).

LA CITTÀ DEI BAMBINI

Da decenni, in molti Paesi, i bambini vengono riconosciuti come interlocutori privilegiati. Una città adatta ai più piccoli è in grado di garantire una migliore qualità di vita a tutti i cittadini. Se quello che desideriamo è una città amica dei bambini, oltre a garantire loro il diritto di accesso ai servizi basilari (salute,educazione, attività motorie etc), è indispensabile pensare ad una città che li avvii al rispetto del diritto di partecipazione ad una vita sociale.

IN TALE OTTICA PROPONIAMO LA CREAZIONE DI UNA “CASA DEL BAMBINO” CHE, NELL’AMBITO DI UN PIÙ COMPLETO PROGETTO DI CREAZIONE DI UN DISTRETTO CULTURALE DEL QUALE PARLEREMO IN ALTRA PARTE DEL PROGRAMMA, CONCEPISCA UNO SPAZIO A CIÒ DEDICATO NELL’AREA MUSEO DEL TESSILE, CHE SIA DA BASE AD UNA CONTINUATIVA ATTIVITÀ CHE ALIMENTI LA LORO SOCIALITÀ , L’AVVICINAMENTO ALLA CULTURA NELLE SUE DIVERSE FORME, L’ACCETTAZIONE DELLE DIVERSITÀ.

LA SANITÀ

Considerando la sanità lombarda in piena riflessione e ripensamento della sua struttura e la città di Busto pienamente coinvolta con la previsione di un nuovo Ospedale rispetto al quale, avendo da sempre dichiarata la nostra condivisione riteniamo necessario un maggior coinvolgimento della Città, tramite la sua amministrazione, particolarmente su due aspetti:
la viabilità e il traffico conseguente, considerando la sua collocazione in un’area , quella di Beata Giuliana, in previsione particolarmente carica di insediamenti impattanti la “sanità territoriale” e i suoi insediamenti , punto sul quale attueremo la nostra più accesa attenzione vista la carenza dimostrata in periodo covid e sfruttando le competenze dei nostri Candidati.

LA CULTURA E LA FORMAZIONE

CULTURA

I beni e le attività culturali intesi come beni comuni richiedono la collaborazione, l’alleanza, la cooperazione tra tutti i soggetti pubblici e privati, profit e non profit, organizzati e informali.

Per realizzare questo obiettivo serve una strategia centrata sulla amministrazione condivisa della cultura.

L’amministrazione condivisa della cultura non può che basarsi sulla attuazione del principio di sussidiarietà di cui all’art. 118, ultimo comma, Cost., alla cui stregua i poteri pubblici devono favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento delle attività di interesse generale.

Al fine di far penetrare in profondità nell’azione e nell’organizzazione amministrativa la cultura come bene comune si rendono necessari: la definizione di metodi di ascolto, partecipazione e co- progettazione, nonché formule pattizie o istituzionali/organizzative specificamente pensate per realizzare la governance dei beni comuni e forme di partenariato sostenibile, stabile e di lungo termine tra l’amministrazione, le associazioni, i cittadini, le scuole e i centri di formazione e le imprese.

L’elaborazione di uno strumento organico e coerente di riorganizzazione e comunicazione delle disposizioni normative deve tendere a valorizzare l’azione diretta dei cittadini e delle imprese dando certezze circa le modalità e le condizioni del ruolo svolto dal soggetto pubblico e deve prevedere:

  • la riorganizzazione e il coordinamento delle strutture amministrative preposte alla cura delle attività e dei beni culturali e delle istituzioni culturali;

  • la definizione di strategie volte a favorire il coinvolgimento delle imprese e del terzo settore, anche attraverso la creazione di una apposita Fondazione, nella creazione di un ecosistema creativo e culturale, l’innovazione sociale e lo start-up di imprese innovative a vocazione culturale, l’impatto collettivo delle azioni filantropiche in campo culturale, il potenziamento della capacità di raccolta di finanziamenti europei, la digitalizzazione, la trasparenza dei processi amministrativi anche in campo culturale; la predisposizione di strumenti di comunicazione istituzionale

si renderà inoltre necessario forgiare figure professionali in possesso della competenze, capacità e dell’esperienza, tecniche e gestionali, multidisciplinari .

DISTRETTO CULTURALE-MUSEO DEL TESSILE AREA CIRCOSTANTE

 

La nostra idea è di restituire al Museo del Tessile e della Tradizione Industriale il ruolo di centralità culturale che gli spetta in quanto emblema architettonico, e non solo, dell’identità espressa dalla nostra Città.
Il nostro obiettivo si sintetizza nel trasformare la sua struttura e l’area che lo circonda in un grande distretto, capace di valorizzare non solo il quartiere ma l’intera Città, fino a diventare un vero polo di attrazione anche per il territorio circostante.

 

COME ?

  • Attraverso la razionalizzazione e la riprogettazione degli spazi già esistenti secondo una chiave di lettura, più moderna e funzionale, rispettosa della tradizione ma allo stesso tempo innovativa ed esportabile anche in altri contesti

  • con la creazione di un’offerta culturale di qualità ben precisa, programmata e differenziata per utenze e target

  • con la rivalorizzazione delle attività sia interne che esterne e la creazione di nuovi spazi di interazione anche nelle aree verdi come già avviene in molti paesi d’Europa con particolare attenzione allo sviluppo di azioni legate al rapporto tra uomo e ambiente, tra il cittadino e l’ecosistema in cui si muove

  • spostando in altri contesti cittadini quelle occasioni di intrattenimento e svago che presentano pochi legami con il “senso del luogo” e che altresì andrebbero a rivitalizzare i diversi quartieri della Città creando una continua osmosi tra centro e periferia

  • progettando al suo interno un ‘area museale moderna, interattiva e multidisciplinare, espressamente dedicata ai bambini (Casa del Bambino)

  • stabilendo un percorso non solo ideale con la vicina Villa Ottolini Tosi e con Villa Tovaglieri, sede di assessorato e destinata da tempo ad ospitare la Casa del Novecento e differenti attività associative della Città e facendo sistema anche con le vicine ex-carceri e Biblioteca Comunale.

Con l’obiettivo di:
FARE DIVENTARE L’ INTERA AREA MUSEALE UN GRANDE CONTENITORE DI INIZIATIVE FORMATIVE, DI PROGETTUALITÀ, INCUBATORE E LUOGO DI INCONTRO ESPERIENZIALE TRA GENERAZIONI DIVERSE, UNA CITTÀ NELLA CITTÀ CHE GUARDI AL FUTURO NEL LUOGO DOVE FORTI SONO LE SUE RADICI.

FORMAZIONE

Un Comune ha poteri limitati nel mondo della scuola, solo nei nidi e presso le scuole dell’infanzia c’è una maggior possibilità di intervento. Può tuttavia sviluppare le proficue forme di collaborazione già in atto con le scuole tra soggetti pubblici e privati per una effettiva libertà di educazione.

Alla ripresa scolastica in presenza , dopo un anno di Dad, ci si renderà conto dei danni psicologici causati dalla situazione su certe fasce di popolazione scolastica. Danni che, per motivi economici e culturali, non tutte le famiglie possono essere in grado di affrontare.
In tale probabile evenienza i Servizi Sociali comunali, anche per le responsabilità sanitarie in capo al Sindaco della città, dovranno supportare le istituzioni scolastiche in maniera sussidiaria ma doverosa.

MAGGIORI OPPORTUNITÀ DI INNOVAZIONE SI APRONO INVECE PER LA FORMAZIONE DEGLI ADULTI E DEGLI ANZIANI (LIFELONG EDUCATION).

La formazione continua degli adulti è un imperativo categorico in una società in rapidissima trasformazione, sempre più globalizzata, interconnessa e plurale, perché oggi è molto facile perdere il passo con i tempi. La formazione attuale quindi non riguarda più solo la fase giovanile della vita, ma accompagna tutta la sua durata, altrimenti ci si ritroverebbe ben presto fuori gioco. È compito dell’amministrazione favorire e sostenere tutte quelle iniziative che provvedono alla formazione e all’aggiornamento degli adulti e degli anziani, così come avviene in numerosi altri Comuni con varie denominazioni. Attraverso la formazione si favoriscono infine utili processi di inclusione sociale per soggetti potenzialmente marginali. Si pensi alla diffusione della lingua italiana per gli immigrati dall’estero oppure a percorsi di educazione civica, quale valore fondante di una comunità locale coesa e rispettosa e quale metodo di convivenza civile.
Nel quadro internazionalmente riconosciuto della lifelong education, BAC propone di offrire le più ampie occasioni di aggiornamento e di crescita culturale per tutte le fasce di età.

Perno del sistema può essere l’Università Cittadina per la Cultura Popolare, che deve aspirare a raggiungere lo stesso livello di analoghe realtà molto attive in comuni vicini, di dimensioni più ridotte rispetto a Busto Arsizio.

Per fare ciò è opportuni che i soci promotori, ancora attivi, si riapproprino del loro ruolo e delle loro possibilità di intervento. In particolare il Comune e la Famiglia Bustocca, all’attività insostituibile della quale una rivitalizzazione e un rilancio dell’Università Popolare non può che portare benefici.

Le attuali difficoltà occupazionali suggeriscono di attuare nuove forme di collegamento tra formazione e lavoro.
La formazione continua degli adulti è un imperativo categorico in una società in rapidissima trasformazione, sempre più globalizzata, interconnessa e plurale, perché oggi è molto facile perdere il passo con i tempi. La formazione attuale quindi non riguarda più solo la fase giovanile della vita, ma accompagna tutta la sua durata, altrimenti ci si ritroverebbe ben presto fuori gioco. È compito dell’amministrazione favorire e sostenere tutte quelle iniziative che provvedono alla formazione e all’aggiornamento degli adulti e degli anziani, così come avviene in numerosi altri Comuni con varie denominazioni. Attraverso la formazione si favoriscono infine utili processi di inclusione sociale per soggetti potenzialmente marginali. Si pensi alla diffusione della lingua italiana per gli immigrati dall’estero oppure a percorsi di educazione civica, quale valore fondante di una comunità locale coesa e rispettosa e quale metodo di convivenza civile.

Nel quadro internazionalmente riconosciuto della lifelong education, BAC propone di offrire le più ampie occasioni di aggiornamento e di crescita culturale per tutte le fasce di età.

Perno del sistema può essere l’Università Cittadina per la Cultura Popolare, che deve aspirare a raggiungere lo stesso livello di analoghe realtà molto attive in comuni vicini, di dimensioni più ridotte rispetto a Busto Arsizio.
Per fare ciò è opportuni che i soci promotori, ancora attivi, si riapproprino del loro ruolo e delle loro possibilità di intervento. In particolare il Comune e la Famiglia Bustocca, all’attività insostituibile della quale una rivitalizzazione e un rilancio dell’Università Popolare non può che portare benefici.

MOBILITÀ AMBIENTE E TERRITORIO

Parlare di territorio e di tutto quanto lo riguarda, l’urbanistica in generale, la viabilità, i trasporti, i servizi connessi alla manutenzione del territorio, il patrimonio immobiliare del comune è materia particolarmente impegnativa e complessa soprattutto se si ha come riferimento la sua vivibilità.
Da qui la necessità di prevedere un suo consumo pressoché nullo e di incentivare il recupero di tutte quelle aree dismesse da un loro utilizzo precedente e la valorizzazione dei molti pregevoli edifici, comprese certe consistenze patrimoniali del Comune stesso

LA MOBILITÀ

 

Nel concetto di vivibilità risiede anche l’attenzione alla mobilità che porta a diverse considerazioni. Innanzitutto il trasporto pubblico oggi limitato e mal utilizzato e che va sicuramente ripensato in funzione di un servizio che deve diventare il principale mezzo di trasporto all’interno della città, cosa oggi nei fatti molto lontana.
Data l’attuale organizzazione regionale del trasporto pubblico risulta sicuramente difficile strutturare il trasporto all’interno della città in maniera economicamente sostenibile e così efficiente da attirare un diffuso interesse.
Mezzi più agili ed ecologicamente meno impattanti, servizio continuo e circolare anche se in una zona più limitata della città, connessione più agile e più frequente dei quartieri con i punti più sensibili della città. Avendo sempre presente il bilanciamento economico del servizio, che comunque anche oggi comporta un costo non indifferente con un gradimento irrisorio, va riconsiderata l’ipotesi di una gestione autonoma rispetto al servizio regionale. Un trasporto cittadino efficiente, con la riduzione del trasporto privato, aiuterebbe anche la soluzione di molti altri aspetti della viabilità; naturalmente l’entità del traffico nella zona più centrale, l’entità del parcheggio stradale, la qualità dell’aria, la sicurezza rispetto alla convivenza con i mezzi di mobilità leggera (cicli, bicielettriche, monopattini etc)
Il trasferimento dell’area di sosta dei mezzi di trasporto pubblico in piazza Volontari della Libertà(stazione FF.SS) è stata una valida soluzione che esige però di essere completata rendendola accogliente con adeguate possibilità di seduta, tettoia per le intemperie e, importantissimo, sicurezza in orari serali, specie in stagione invernale, con adeguata illuminazione e strumenti di allarme e controllo.

E se parliamo di mobilità non si può certo oggi ignorare la necessità di rilanciare una vera rete ciclabile cominciando a considerare, come in molte altre città succede, l’importanza di vere piste ciclabili cittadine che non siano semplici e pericolose linee tracciate sull’asfalto escludendo a nostro avviso l’esistenza di piste ciclopedonali se non in casi limitatissimi dove non possa essere messa in discussione la sicurezza(ipotesi piste ciclopedonali del tipo Viale Alfieri/viale Pirandello sono improponibili).

Le piste ciclabili per molti anni sono state una moda da assecondare; oggi sono una esigenza da soddisfare.
Un disegno concreto e definitivo di piste ciclabili che abbia la credibilità di consentire la continuità dell’utilizzo del mezzo leggero senza pericolose interferenze con il traffico di maggiore velocità, va approvato in maniera che tutte le realizzazioni parziali di tronconi, seppure temporalmente differenziate a seconda delle opportunità, collaborino a realizzare nel tempo un vero percorso ciclabile cittadino.

Per quanto concerne poi la viabilità ordinaria ed eventuali sue variazioni8sensi di marcia, parcheggi etc) riteniamo che le stesse debbano essere valutate anche sulle ripercussioni ricadenti sui residenti e sugli esercizi commerciali in particolare su quelli di vicinato per i quali ogni cambio può essere tutt’altro che ininfluente e qualche volta vitale.

 

 

L'AMBIENTE

Occorrerà consolidare e razionalizzare la raccolta differenziata, in particolare applicando quella “tariffazione puntuale” già deliberata.
In relazione a quanto già deciso riguardo al termovalorizzatore Accam, BAC seguirà con estrema attenzione lo sviluppo del progetto industriale ed in particolare l’attuazione e il rispetto di quanto previsto e di quanto si riterrà ulteriormente necessario per la tutela e garanzia della SALUTE collettiva

E’ nostra intenzione sostenere una politica efficace per la promozione delle energie rinnovabili (impianti fotovoltaici, biomasse e geotermia), prevedendone la diffusione più ampia possibile sul territorio. Questo comporta investimenti sulle nuove tecnologie e valide iniziative di informazione/ formazione.

Nel quadro dei finanziamenti UE per la transizione ecologica, un aspetto fondamentale è l’energia. Le società avanzate ne richiedono in grande quantità , ma che sia “pulita” cioè senza produzione di CO2.

BAC propone di realizzare, tramite Agesp, una rete di produzione elettrica fotovoltaica, che metta a sistema aree già escluse dalla produzione agricola, come per esempio i parcheggi e gli spazi aperti di una certa dimensione.
La copertura con panelli fotovoltaici (altezza 4-5 metri), riparando oltre tutto dalle intemperie le attività sottostanti, potrebbe dare di suo importanti risvolti economici al bilancio comunale consentendo altresì l’utilizzazione dell’area anche per l’organizzazione, durante l’intero anno, di manifestazioni protette di vario genere.

IL VERDE

La città di Busto possiede un patrimonio di verde pubblico di dimensioni molto rilevanti; questo rappresenta una ricchezza ecologica importante ma sicuramente anche un impegno manutentivo ugualmente rilevante,
Premesso ciò e riconosciute le difficoltà correlate, non si può negare comunque che la manutenzione del verde ha rappresentato, da molti anni a questa parte, il parente povero del Bilancio comunale quello al quale imporre sacrifici in caso di ristrettezze. Evidentemente si tratta di una problematica poco visibile, se non quando si arriva a certi livelli di trascuratezza, e quindi poco appetibile per amministratori votati alla visibilità ma da parte nostra riteniamo che nel futuro essa debba rientrare nel novero delle priorità nell’ambito della programmazione di servizi di manutenzione al pari delle asfaltature, dei marciapiedi, dell’illuminazione etc
Una situazione che spesso sfugge è che la manutenzione del verde influisce non solo sulla vivibilità della città e sulla gradevolezza del suo territorio, ma in molti casi sulla sicurezza di strade(illuminazione) ed ambienti di uso comune (piccole aree verdi) .Non deve sfuggire che ugualmente importante della manutenzione degli alberi di alto fusto è quella delle realtà cespugliose di poco valore ma di grande impatto ai bordi stradali, ai magrini dei parcheggi etc. Così come non deve sfuggire che un’attenzione particolare va data ai punti più sensibili (cimiteri, prossimità a monumenti, etc)

AZIONI SUL TERRITORIO

Parlare di Territorio in generale significa addentrarsi in un vastissimo mondo di concetti ed indirizzi che esulano dalle possibilità di questo programma. Optiamo per indicare alcune azioni che BAC ritiene basilari perché vengano affrontati dalla nuova amministrazione-

 

 

CENTRO CITTADINO

Il centro storico di una città rappresenta il punto di richiamo che identifica la città stessa perché rappresenta il primo punto di riferimento al quale si indirizza il visitatore e al quale si rivolgono anche i cittadini nei momenti di tempo libero e di aggregazione. Bisogna riconoscere questa valenza senza trascurare le altre realtà quartierali che rappresentano invece la quotidianità e il punto di riferimento dei diversi gruppi sociali dei quali una città come Busto va fiera per la loro vivacità e spirito comunitario.

Il nostro centro cittadino soffre in questo momento di una mancanza di carattere che lo possa far ricordare e anche di una cura che lo possa rendere particolarmente gradevole. E’ questa una situazione che si è andata a creare negli anni e che deve essere senza indugio affrontata come prioritaria , andando ad incidere su aspetti non marginali come la qualità di frequentazione e quindi sul commercio il cui declino comporta, oltre ad aspetti economici generali, anche problemi legati alla sicurezza.

BAC individua come sua priorità un complesso progetto di rigenerazione del Centro cittadino, che possa avere tempi di intervento non biblici e che rispettando la struttura urbanistica

vada ad influire sul decoro, sull’arredo, sul verde, sull’illuminazione, sui servizi, sulla piena occupazione degli spazi commerciali, sull’accessibilità. Solo alla fine di tale progetto, valutati i miglioramenti, si potrà parlare di estensione pedonali o ZTL.
Alcuni interventi come quelli sul decoro (manutenzione edifici trascurati) e sulla piena occupazione spazi commerciali, implicheranno interventi di pressione sulle proprietà accompagnati da possibili incentivi economici ed urbanistici-

ILLUMUNZIONE

L’illuminazione rappresenterà uno degli aspetti fondamentali sia per l’intensità della stessa sia per la qualità resa possibile dai nuovi strumenti. Esempi di altre città segnalano quanto una attenta progettazione dell’illuminazione incida sulla gradevolezza e sulla sicurezza dell’ambiente.

 

 

VERDE E AREREDO URBANO

Il verde, oggi pressochè assente e l’arredo anch’esso oggi mediocre e scoordinato saranno il tocco in grado di dare personalità e accoglienza.

 

 

I SERVIZI

I servizi infine,pulizia e lavaggio strade quotidiano in primis, unito a ricorrenti disinfezioni, controllo per la presenza di passaggi animali, sorveglianza su occupazione indebita di stabili non abitati, presenza itinerante di personale di sicurezza ed altro, un efficace sistema di videocontrollo,l’accessibilità wi-fi, la possibilità di ricarica dei dispositivi,assicureranno la voglia di vivere il centro della nostra città.

 

 

VIABILITÀ E PARCHEGGI

Per quanto riguarda l’accessibilità, stabilito che il centro cittadino è più che sufficientemente contornato da parcheggi auto che consentono l’accesso in pochi minuti, si esige uno sforzo per creare l’abitudine e ciò potrà avvenire anche con la collaborazione dei commercianti residenti e con la formulazione di un PIANO PARCHEGGI che differenzi la tariffazione per giorni e orari (al fine di incentivare la frequentazione.)
Resta invece da realizzare, da noi già proposto come osservazione al PUT, il collegamento del parcheggio di via S:Michele con via Montebello attraverso un varco pedonale realizzato attraverso uno dei vicoli attualmente a fondo cieco.

Di significativo invece è lo studio in corso per dare all’imbocco di via Milano (lato piazza Garibaldi) il significato di porta di entrata ed accoglienza. Le soluzioni sono diverse e le comunicheremo una volta verificatene la fattibilità.
Per quanto concerne le ns. piazze dobbiamo segnalare:

  • piazza S.Maria dovrà trovare un assetto definitivo togliendo quelle infrastrutture che danno l’immagine di “lavori in corso” optando per una soluzione che sia definitiva oltre che condivisa

  • per quanto concerne piazza Vittorio Emanuele, una volta risolti tutti i problemi tecnici e gli eventuali di tipo contrattuale PUNTEREMO ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO DI RINASCITA GIA’ PRESENTATO PUBBLICAMENTE E CHE HA OTTENUTO UN GRANDE SUCCESSO DI CONSENSI

CENTRO STORICO DI SACCONAGO

Il centro storico di Sacconago, con le sue due piazze, rappresenta da anni l’oggetto di molte discussioni che non hanno mai trovato un serio approccio, almeno iniziale, che possa dar spazio ad azioni di per se sicuramente non facili ma oltremodo necessarie per rilanciare un punto della città che storicamente e socialmente potrebbe candidarsi ad essere il secondo centro della città

Le due piazze di Sacconago (della Chiesa e C. Noè) possiedono per posizione e configurazione urbana, un destino interconnesso. La situazione attuale risulta paradossale:

la piazza della Chiesa, storica e vera piazza di Sacconago, è in massima parte occupata da edifici dimessi in piena negazione della sua essenza urbana;

la piazza Carlo Noè, è allestita invece come un desertico spazio destinato a parcheggio e svincolo stradale.

Il progetto/proposta che BAC vorrà mettere sul tavolo riguarda la riqualificazione del centro storico attraverso il rifacimento della sua pavimentazione e della sua illuminazione, dell’arredo urbano, del recupero degli spazi a verde e la valorizzazione degli elementi significativi. L’attenzione particolare riguarderà naturalmente il sistema costituito da piazza della Chiesa – piazza Noe’ – via Bellotti e la riqualificazione di alcuni lotti fatiscenti.
Risulta evidente che per questi ultimi interventi bisognerà operare scelte urbanistiche specifiche che trovino il consenso con le proprietà che risultano spesso molto frazionate.

Il progetto proposta è in un sufficientemente avanzato livello di approfondimento è sarà nostra cura presentarlo in apposita sede cittadina perché ovviamente una operazione di tale genere, prima ancora di arrivare al giudizio dell’amministrazione, dovrà trovare la condivisione della cittadinanza

PIANO URBANO DEL TRAFFICO

BAC continuerà a seguire a sostenere alcuni punti già portati all’attenzione dell’attuale amministrazione e riguardanti il Piano Urbano del Traffico(PUT):
-la già citata connessione del parcheggio di via san Michele con via Montebello attraverso un passaggio pedonale creato in uno dei vicoli attualmente a sfondo cieco
-il senso unico di marcia di via Silvio Pellico
-l’esecuzione di una rotonda all’incrocio di via Volta con via Q.Sella
-il cambio di traffico veicolare di Piazza Garibaldi per aumentare la pedonalizzazione della Piazza

stessa senza rinuncia a parcheggi attuali

L'ECONOMIA E IL LAVORO

I processi di de-industrializzazione, evidenti in tutti i Paesi sviluppati, hanno interessato da tempo anche la nostra città e il recente periodo pandemico ha sicuramente nuociuto al cammino di alcune iniziative dimostrando comunque la solidità di base della struttura produttiva cittadina che ha dimostrato una importante capacità di reazione.

L’amministrazione comunale in tale materia può solo predisporre attività di supporto per tutte le attività imprenditoriali, sia innovative sia tradizionali, per favorire lo sviluppo economico e occupazionale.
In particolare può sicuramente incidere sugli aspetti burocratici( problema nazionale) alleggerendo e facilitando quei percorsi di sua competenza e, quando possibile, supportando le aziende nei rapporti con i livelli amministrativi superiori (Provincia, Regione).

Un particolare momento di difficoltà lo sta purtroppo vivendo il comparto commerciale che ha particolarmente subito il lungo fermo dovuto alla pandemia. Mentre nel comparto dei pubblici esercizi pare che l’allentamento di certe restrizioni sanitarie abbia, se non sanato i danni subiti, fornito un segnale di importante ripresa,negli altri comparti i segnali non sono altrettanto incoraggianti, proveniendo da problematiche complesse già in periodo pre-pandemico.

Per quando riguarda il settore alimentare è veramente curiosa la politica commerciale messa in campo dalla recente amministrazione in aperto contrasto con quella messa in campo precedentemente lungo quasi un ventennio.
Negli anni ’90 del secolo scorso fu negato l’accessi in città della grande distribuzione che si insediò abbondantemente ai confini lasciando sulla città tutti i disagi senza avere i corrispondenti benefici. Fu una politica assurda, della quale si debbono far carico sia l’amministrazione sia la parte sindacale dei commercianti.

Altrettanto inconcepibile appare la politica di quest’ultima amministrazione che in pochissimi anni ha letteralmente riempito la città di importanti strutture commerciali che, seppur definite di media dimensione, hanno letteralmente soffocato, specie nelle periferie, i negozi di vicinato,frequentemente a conduzione familiare e con evidenti significati sociali oltre che commerciali.

Ambedue le politiche da definire assurde per tempi e modalità di applicazione.
Particolarmente punito è il commercio di quartiere per rivitalizzare il quale sono necessari interventi di sostegno e incentivo pena la totale soccombenza a fronte, specie Sacconago, a una sconsiderata proliferazione di strutture di così detta “media dimensione”

Risulta evidente quindi che anche il commercio residente nel Centro cittadino soffra in questo momento in maniera rilevante e che i contenuti sinteticamente illustrati nel nostro progetto prima esposto potranno avere una rilevante incidenza sulla ripresa,
Non si può negare che soprattutto in questi momenti di difficoltà sarebbe necessaria una convergenza di opinioni e di interventi fra amministrazione, Comitati del centro, Distretto del 
commercio, Ass.Commercianti e quanti altri (Banche, immobiliari, etec) si sentano interessati; al momento pare esistere una certa conflittualità e una concorrenziale ricerca di visibilità , cosa assolutamente nociva alla causa.

Sottolineiamo nuovamente quanto già detto in altra parte del programma parlando di “conciliazione fra Famiglia e Lavoro “per quanto concerne lo SMART WORKING

LO SPORT E IL TEMPO LIBERO

La città risulta dotata di buoni impianti primari ma anche di una certa carenza di strutture da dedicare allo sport amatoriale o comunque non professionistico.
Elenchiamo alcuni punti che BAC ritiene di rilevante importanza e per i quali si richiede un intervento immediato:

-Impianto dedicato alla ginnastica ed in particolare , come previsto, da affidare alla gestione di ProPatria Ginnastica, società di grande prestigio e storia, di importanti risultati e riferimento di moltissimi giovani ginnasti e delle loro famiglie.
Da anni, in periodi elettorali, sono state effettuate innumerevoli promesse sempre disattese. Recentemente poi l’ennesima disillusione viene dal prevedibile flop relativo a quello che viene definito Parco dello Sport per il quale faraonici progetti sono serviti solo
a riempire i giornali ma alla fine a portare ad un nulla di fatto, che primariamente punisce ancora una volta la ginnastica.
BAC RITIENE CHE IL PALAGINNASTICA(DEL RESTO GIA’ FINANZIATO DA MEZZI DEL COMUNE NELL’AMBITO DEL SUO BILANCIO) VADA STRALCIATO DAL PRESUNTO PROGETTO “PARCO DELLO SPORT” E VENGA REALIZZATO DIRETTAMENTE DALLA AMMINISTRAZIONE ONDE NON VENIR TRAVOLTO DAL PROBABILE FLOP DELLO STESSO -Nuova regolamento per la distribuzione dei contributi alle società dilettantistiche legato a dati obbiettivi della loro attività e non a valutazioni soggettive dell’amministrazione -diffusione(o ripristino ove già esistano) nell’ambito del verde pubblico (parchi, parchetti) di strutture nelle quali sia data possibilità, soprattutto ai giovani di svolgere attività di gioco (varie) senza le limitazioni oggi vigenti , come del resto da decenni avviene nelle principali città europee
-attenzione a sport emergenti e agli spazi relativi, particolarmente agli sport di squadra per la loro rilevanza sociale (rugby per esempio)

  

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